Ama Ravenna

Elezioni amministrative
comunali 2025

La lista civica AMA RAVENNA, nata nel 2017 e sempre rappresentata in Consiglio Comunale, partecipa anche alle prossime elezioni amministrative comunali del 25-26 maggio, a sostegno del candidato sindaco Alessandro Barattoni.

Nell’ambito della coalizione, il presente documento riassume le specifiche proposte programmatiche di AMA RAVENNA nate dai valori da sempre condivisi e praticati e dall’esperienza di questi anni, per un confronto aperto con i cittadini, le organizzazioni di rappresentanza e le associazioni del territorio.

Indice dei punti trattati

Politiche e Programmazione territoriale

Il PUG (Piano Unitario Generale) con le sue scelte programmatiche e con le conseguenti deliberazioni determina lo scenario futuro prossimo del nostro territorio, attraverso l’uso del suolo pubblico e privato, caratterizzando la quantità e la qualità dello sviluppo non solo immobiliare, ma anche economico, sociale, ambientale ed infrastrutturale.

Il primo obiettivo è “zero consumo di territorio”, favorendo al contempo attraverso un’appropriata e semplificata normativa di piano, incentivi e premialità ai progetti di recupero, rigenerazione e riqualificazione urbana.

Il PUG è la massima espressione politica di programmazione e capacità di governo, potenziale strumento di creazione di valore sostenibile per la sua popolazione e relativa economia.

Il Piano, oggi in fase di adozione, dovrà prevedere chiari ed espliciti indirizzi di sostenibilità economica, sociale ed ambientale e rappresentare il risultato del confronto con la cittadinanza e tutti i soggetti interessati.

LIDI: valorizzazione dei lidi con investimenti mirati per infrastrutture e decoro del punto più importante per il nostro turismo a spiccata vocazione naturalistica. Spostare l’ufficio dell’Assessore al Turismo a Marina di Ravenna presso il consiglio territoriale

Sistema infrastrutturale

Si configura di rilevante importanza l’assetto infrastrutturale e logistico che si vuole assicurare al nostro territorio, in particolare al porto di Ravenna, nell’ambito della programmazione di area e di quella sovraordinata. Con particolare attenzione alle capacità di promuovere e stimolare lo sviluppo del trasporto marittimo e intermodale.

Gli importanti investimenti realizzati in questi ultimi anni dall’Autorità Portuale e quelli ulteriormente previsti, se sostenuti adeguatamente dalla politica, da visioni imprenditoriali pazienti e coraggiose, da investimenti mirati al miglioramento della viabilità stradale e delle tratte ferroviarie, da una logistica intermodale integrata dell’area emiliano romagnola, possono collocare l’infrastruttura portuale ravennate ed il territorio circostante a punto di riferimento della rete economica e produttiva della nostra regione e del nord Italia. Rafforzando la sua posizione di porta di entrata di quote di traffico marittimo commerciale dal medio-oriente e dal sud-est asiatico, con potenziali risvolti positivi sul versante del lavoro e della ricchezza prodotta per la nostra comunità.

Realizzare il collegamento tra le varie piste ciclabili urbane. Illuminazione della pista ciclabile che collega Ravenna e Punta Marina per renderla più fruibile e sicura anche nelle ore serali nonché permettendo una buona ricezione turistica per chi dalla città desidera un percorso green.

Va sempre mantenuta l’attenzione alla manutenzione di strade e marciapiedi.

Il sistema industriale economico ed agricolo

INDUSTRIA: Dal secondo dopoguerra del Novecento, Ravenna si caratterizzò proprio intorno al suo porto, per una forte crescita della grande industria pubblica e privata che stimolò e promosse lo sviluppo economico attraverso significativi investimenti, anche nell’indotto, che hanno sostenuto la domando occupazionale del territorio e con fenomeni immigratori che hanno favorito la crescita economica e sociale della nostra città e non solo.

È nostra convinzione che privi di un sistema industriale, sostenibile ambientalmente, in grado di crescere, svilupparsi e consolidare la sua presenza sul nostro territorio, è difficile assicurare un futuro capace di innalzare i livelli di produttività ed innovazione.

Vanno quindi sostenuti progetti ed investimenti quali stoccaggio della CO2 (decarbonizzazione), per la produzione di energia rinnovabile da eolico e solare offshore, il terminale per la rigassificazione del GNL, la cantieristica.

Nessuno può augurarsi, a nostro avviso, processi di deindustrializzazione, ma lavorare per favorire investimenti capaci di supportare e sostenere l’economia con chiare priorità per i settori innovativi e una elevata sostenibilità ambientale.

AGRICOLTURA: Il comune di Ravenna, pur secondo in Italia come estensione, è il primo per superficie agricola. Non deve essere un primato a rischio: continuare nelle occupazioni di suolo agricolo impoverisce la produzione e peggiora l’assetto idrogeologico.

Vanno sostenute le aziende “a km 0” favorendo il rapporto diretto fra produzione e consumatori: strutturando spazi per i mercati con i relativi servizi; norme edilizie che facilitino la ristrutturazione di fabbricati rurali inutilizzati da convertire alla vendita; garantire adeguati controlli sull’origine locale dei prodotti.

Paesaggio rurale: le nostre campagne sono costellate da fabbricati rurali abbandonati, fatiscenti e diroccati in quanto costruiti in epoche di edilizia “povera”, non più funzionali alle imprese attuali. Vanno previste normative burocratiche semplificate per la loro ricostruzione ai fini di agriturismo, turismo rurale, abitazioni per il personale delle aziende. Inoltre, nelle aree rurali gli impianti agro-fotovoltaici a terra vanno regolamentati per renderli commisurati con le superfici aziendali.

Aree protette: il comune di Ravenna rappresenta una delle principali realtà nazionali di parchi e aree protette, facenti parte della rete europea Natura 2000 per la difesa delle biodiversità. Le imprese agricole sono parte integrante e arricchente di tale realtà. Devono pertanto essere consentite e favorite tutte le attività previste dalla normativa, in particolare dalla legge regionale 4 del 2009 che va applicata integralmente (PUG) per lo sviluppo del turismo rurale sostenibile e le produzioni locali.

Servizi socioassistenziali ed Economia sociale

Non va mai dimenticato che al centro delle politiche assistenziali e prima di tutto, vi sono le persone. In particolare, quando vivono situazioni di fragilità: vecchiaia, disabilità, malattia, sfratto… spesso con l’aggravante della solitudine.

Qualunque politica assistenziale e di welfare, deve essere plasmata sulle persone.

L’economia sociale è un modello di produzione, lavoro e consumo fondato su principi di solidarietà, partecipazione e inclusione, che colloca al centro della sua ragione sociale le persone e le comunità, contribuendo al benessere collettivo ed alla coesione sociale. Questo modello rappresenta e può rappresentare una branca importante della nostra economia, capace di innovazione sociale, occupazione, coesione e benessere. Ravenna, grazie alla sua storia, al suo tessuto imprenditoriale privato e cooperativo, ha negli anni sviluppato, valorizzato e consolidato esperienze di collaborazione tra settore pubblico, privato e cooperativo nel campo del “no profit” e del “for profit”.

Questa radicata forma organizzativa di imprenditoria, presente nel nostro territorio, ha il potenziale per essere un importante laboratorio di economia politica e sociale.

La nuova amministrazione dovrà a questo scopo promuovere e sostenere il dialogo con le diverse rappresentanze e organizzazioni del territorio per sostenere la crescita e il consolidamento di reti e alleanze. Non solo attraverso l’utilizzo delle risorse di bilancio ma anche l’accesso al credito ed al microcredito.

Il ruolo dell’economia sociale e la sua solidale funzione la si può articolare in svariati settori, da quello socioassistenziale a quello educativo, dalle politiche abitative all’edilizia pubblica, dal sostegno al lavoro alla formazione, dal sostegno all’imprenditoria privata e/o cooperativa all’incentivazione delle piccole e medie imprese.

In questo elenco non sono da escludere aspetti emergenti nel campo del digitale, come l’alfabetizzazione informatica, la democrazia partecipativa e l’economia digitale.

Così come, nel campo della sostenibilità ambientale, attraverso la nascita di comunità energetiche locali o centri di riparazione e scambio di materiali e del loro riuso.

Inclusione sociale e Sostegno alle fasce vulnerabili

Incremento delle risorse destinate ai servizi sociali per garantire un supporto efficace e capillare alle famiglie in difficoltà, agli anziani, alle persone con disabilità e alle altre categorie vulnerabili. L’obiettivo è sviluppare una rete di interventi mirati che includano servizi personalizzati, rispondendo alle esigenze specifiche di ogni individuo o nucleo familiare. È fondamentale implementare progetti di inclusione attiva e potenziare il sistema di assistenza domiciliare per garantire una vita dignitosa e il più possibile autonoma alle persone con disabilità e agli anziani. Sarà inoltre necessario incentivare la collaborazione con enti del Terzo Settore per creare soluzioni innovative e sinergiche, ottimizzando le risorse disponibili. Infine, si promuoverà una stretta integrazione tra i servizi sociali e sanitari, favorendo una presa in carico globale delle persone in difficoltà.

ANZIANI: Vincere l’isolamento degli anziani e delle loro famiglie è un impegno decisivo. La riduzione dei membri del nucleo familiare, l’esiguità degli spazi domestici per il costo elevato degli affitti, le difficoltà economiche delle famiglie, concorrono ad allontanare, alla prima crisi, chi è anziano dalla propria casa . La casa di riposo o comunque l’istituzionalizzazione sembra a volte l’unica soluzione possibile e ragionevole, ma è una sistemazione che non rispetta, nella maggior parte dei casi, la profonda volontà degli anziani, che soffrono il distacco dal proprio ambiente familiare, dagli oggetti e dai ricordi della propria casa. Un aspetto fondamentale di una politica sociale è il sostegno ai nuclei famigliari degli anziani, che spesso si ritrovano impreparati e disorientati di fronte alla malattia e alla non autosufficienza di un proprio parente. Occorre investire adeguatamente per supportare, fin quando è possibile, la permanenza dell’anziano nella propria famiglia.

Sperimentare nuove soluzioni: vanno sperimentate nuove soluzioni dell’abitare. Ci sono anziani che si trovano nell’impossibilità di vivere a casa propria, per il ridotto grado di autonomia, per la perdita di un alloggio, per conflitti familiari, povertà economica… In questa prospettiva, vanno progettate e accompagnate soluzioni alternative, dando vita a modelli articolati per rispondere ai bisogni abitativi e sociali della popolazione anziana, quali le convivenze di anziani e i condomini protetti. Va inoltre maggiormente organizzata, supportata e incentivata la residenzialità di studenti fuori sede presso abitazioni di anziani, con ovvi vantaggi sia per l’anziano che per gli studenti.

Case di riposo: Tutte le soluzioni per il benessere e una vita dignitosa per una popolazione che si invecchia, vanno perseguite in parallelo. Non si può prescindere dalle case di riposo esistenti e da quelle di prossima realizzazione; tuttavia, ne vanno assicurati i massimi standard di qualità nell’accoglienza, nell’assistenza e nella cura. 

Vanno inoltre incentivate le forme di collaborazione con il volontariato e l’associazionismo, per strutture sempre più aperte alla compagnia, l’animazione, l’accompagnamento. La vicinanza amichevole ed assidua aiuta gli anziani a mantenere una vita di relazione, a non perdere i rapporti con l’ambiente esterno all’istituto e a conservare intatta la loro personalità.

La presenza del volontariato fornisce anche uno stimolo e una proposta, affinché queste istituzioni possano svolgere al meglio i loro compiti.

Inoltre, nella progettazione di nuove strutture, vanno garantiti criteri architettonici adeguati alla qualità della vita degli anziani con l’utilizzo di materiali caldi ed accoglienti, cura negli arredi, evitando ambienti spersonalizzati, alienanti, senza ambienti di socializzazione adeguati o privi di verde e spazi esterni protetti.

La qualità va garantita e costantemente verificata con una adeguata vigilanza e con il supporto necessario sia nelle strutture private che pubbliche – quali case-famiglia e comunità alloggio – anche attraverso modifiche e integrazioni del regolamento comunale in vigore. L’obiettivo è di salvaguardare e favorire il maggior benessere della persona anziana o non autosufficiente promuovendo una cultura di attenzione per i servizi di cura rivolti alle persone fragili, tutela della persona e dei diritti.

Reti contro la solitudine: per contrastare l’isolamento sociale degli anziani, che può sfociare anche in eventi di drammatica attualità, proponiamo che in ogni territorio del comune venga realizzato e mantenuto un censimento degli anziani che vivono in solitudine, al fine di coinvolgere una pluralità di soggetti (medici, negozianti, vicini di casa, volontari, attività economiche di quartiere ecc.) per la costituzione di “reti” che si collocano a fianco delle risposte istituzionali per raggiungere un maggior numero di persone esposte ai rischi della solitudine. La strategia proposta è quella del monitoraggio attivo e costante di tutti gli anziani. Vediamo nei Consigli Territoriali lo strumento più adeguato alla realizzazione di questo tipo di progettualità.

L’invecchiamento della popolazione e l’indebolimento del sistema sanitario universalistico pubblico impongono una appropriata riconsiderazione di alcune scelte passate di cui anche la sinistra ha avuto un ruolo non positivo realizzati in questi ultimi venticinque anni.

Dal mancato finanziamento del sistema sanitario pubblico ad un visione eccessivamente aziendalistica ed economicistica della sanità, dalla non sufficiente attenzione al ruolo della sanità pubblica territoriale e dei servizi socio assistenziali, dal depauperamento dei servizi delle aree interne alla riduzione dei posti letto ospedalieri, dalla errata programmazione delle figure sanitarie, da quella medica a quella infermieristica, a una colpevole mancata riorganizzazione della medicina di base e più specificatamente dei medici di famiglia. Tutto ciò deve trovare un netto ripensamento  pur consapevoli dei problemi e dei tempi necessari.

Riconoscendo all’ospedale di Ravenna la presenza di figure di professionalità mediche ed infermieristiche di assoluto valore, che meritano di esercitare la loro attività professionale in un ambiente di lavoro in grado di fare crescere, innovare e consolidare le loro competenze, a favore della gestione della malattia e del malato. A tale scopo oltre ai necessari riconoscimenti economici occorre creare climi ambientali positivi di lavoro anche attraverso una gestione meno burocratica del personale e appropriati investimenti nel campo diagnostico e terapeutico in tecnologie strumentali e formazione.

Conciliazione vita-lavoro e Centri estivi

Incremento delle risorse per l’erogazione di voucher rivolti alle famiglie con figli che frequentano centri estivi accreditati, garantendo una copertura parziale o totale del costo di iscrizione. Attualmente, i costi dei centri estivi rappresentano un onere significativo per le famiglie, indipendentemente dalla fascia di reddito, che spesso vi rinunciano. È fondamentale strutturare interventi concreti e sostenibili per supportare la conciliazione tra impegni lavorativi e cura dei figli, rispondendo alle esigenze economiche e organizzative delle famiglie.

Edilizia residenziale pubblica

Predisposizione di un piano pluriennale per la ristrutturazione e l’incremento degli alloggi popolari, con l’obiettivo di rispondere adeguatamente alla crescente domanda abitativa delle fasce deboli. Il piano dovrà considerare le necessità abitative specifiche delle famiglie più vulnerabili, mirando non solo al miglioramento delle condizioni degli edifici esistenti, ma anche alla creazione di nuove unità abitative.

Sarà inoltre fondamentale valutare la possibilità di recuperare aree degradate per realizzare nuovi spazi abitativi e sociali, creando nuove opportunità di sviluppo per il territorio e favorendo una maggiore equità nell’accesso alla casa.

Sanità

Specifica attenzione della nostra azione politica sarà posta alle tematiche della sanità. In particolare, alla difesa del Sistema Sanitario Nazionale (SSN) pubblico ed universalistico ed al suo adeguato finanziamento da parte dello Stato, al rafforzamento delle sue capacità di risposta ai bisogni di salute della nostra collettività, con particolare attenzione alla prevenzione e ai nuovi orizzonti demografici.

Dall’insufficiente finanziamento del sistema sanitario pubblico ad una visione eccessivamente aziendalistica ed economicistica della sanità, dalla non sufficiente attenzione al ruolo della sanità pubblica territoriale e dei servizi socio assistenziali, dal depauperamento dei servizi delle aree interne alla riduzione dei posti letto ospedalieri, dalla errata programmazione delle figure sanitarie, da quella medica a quella infermieristica, a una colpevole mancata riorganizzazione della medicina di base e più specificatamente dei medici di famiglia. Tutto ciò deve trovare un netto ripensamento pur consapevoli dei problemi e dei tempi necessari.

Riconoscendo all’ospedale di Ravenna la presenza di figure di professionalità mediche ed infermieristiche di assoluto valore, che meritano di esercitare la loro attività professionale in un ambiente di lavoro in grado di fare crescere, innovare e consolidare le loro competenze, a favore della gestione della malattia e del malato, occorre creare climi ambientali positivi di lavoro anche attraverso una gestione meno burocratica del personale e appropriati investimenti nel campo diagnostico e terapeutico in tecnologie strumentali e formazione.

In questo contesto non possono essere dimenticati gli operatori sociosanitari (OSS) per il significativo ruolo svolto nell’esercizio dell’attività alberghiera/assistenziale svolta a favore del paziente. È necessario prevedere azioni formative periodiche di valorizzazione e formazione di una figura che nel suo peculiare lavoro rimane essenziale e complementare.

L’ospedale di Ravenna deve riacquistare una sua precisa identità nel contesto della sanità romagnola. Per questo motivo siamo a suggerire alcune ipotesi di lavoro: la riorganizzazione / ristrutturazione dei due reparti di medicina generale migliorandone il servizio alberghiero attraverso stanze a due letti, la realizzazione di due reparti di altissima specializzazione come cardiologia e oncologia, un nuovo reparto materno infantile, convenzioni con strutture sanitarie private per le dismissioni di pazienti anziani.

Sul versante della sanità territoriale è necessario proseguire nella realizzazione delle “case della salute”. Implementare non solo l’assistenza domiciliare – qualificando un servizio sempre più necessitante in virtù delle caratteristiche del paziente e un efficace gestione della malattia – con una profonda riorganizzazione dei medici di famiglia che sburocratizzi il loro ruolo rilanciandone la professionalità in funzione di una più felice integrazione del sistema sanitario territoriale.

Giovani, Scuola, Università

Forte della sua storia, dei monumenti patrimonio dell’UNESCO, città di Dante, è bene ricordare l’importanza che assume nella crescita culturale di un territorio la presenza di istituti scolastici di qualità e di alta formazione. In questo ambito la presenza dell’Università svolge una funzione significativa sul versante tecnico culturale sia per la presenza di giovani studenti di stimolare e dinamizzare la società. Quindi forte impegno a fianco di coloro che voglio rafforzare, migliorare e consolidare la presenza universitaria e accademica nella nostra città. Per i giovani nati nella nostra città e per coloro che decidono di frequentare l’università a Ravenna occorre potenziare spazi e servizi culturali, sportivi, di aggregazione e partecipazione sociale.

Scuola: va aperta una riflessione e un profondo confronto sulle prospettive che il calo demografico aprirà per il nostro sistema scolastico. A nostro parere, dovrebbe essere colta l’opportunità di utilizzare il personale che si troverà ad essere in eccesso, ad esempio, per un incremento dei servizi, così come si potrebbero ridistribuire gli studenti in classi meno numerose, migliorando didattica e rapporti più personalizzati.

Inclusione: andrebbe esteso anche alle scuole superiori il “patto per la scuola” ora seguito per l’iscrizione degli alunni con disabilità alla scuola primaria, al fine di supportare famiglie e istituti scolastici per cogliere le migliori opportunità in relazione ai bisogni dei ragazzi e per una sempre più efficace politica di inclusività.

Giovani talenti e creatività: Nel nostro territorio sono numerose le esperienze di gruppi musicali giovanili, di espressività artistica e sperimentazione espressiva, desiderosi di rappresentarsi, salire su un palco e condividere la loro creatività. Mancano purtroppo gli spazi per esibirsi. Per questo, negli ampi spazi come il Parco Teodorico o Giardini Pubblici, andrebbero realizzate semplici strutture per dare la possibilità ai vari gruppi o appassionati di organizzare sessioni di presentazione e incontro, ad es. Festival estivi di musica, teatro, danza ecc.

Sport

Finanziamenti: Incrementare le sovvenzioni per sostenere le attività delle ASD e SSD locali. Nel 2018 il bando per la concessione di contributi per iniziative di pubblico interesse legate al mondo sportivo aveva a disposizione un budget annuo di 35.000 euro, poi ridotto a 30.000 euro. Sarà importante recuperare risorse finanziarie per aumentare il budget annuale, considerando la grande varietà del tessuto sportivo del nostro comune.

Gestione condivisa delle strutture tra associazioni sportive e gli istituti scolastici

Al di là del mero bando palestre, sarebbe opportuno facilitare un dialogo continuo tra l’associazionismo sportivo e gli istituti scolastici per la gestione ottimizzata delle palestre scolastiche, riducendo gli spazi inutilizzati e realizzando progetti condivisi di sviluppo dell’attività sportiva.

Inclusione sociale attraverso lo sport: consolidamento e possibile espansione di programmi sportivi specifici rivolti a persone con disabilità e alla terza età, con un’integrazione forte di attività sportive nei programmi di assistenza sociale, in collaborazione con la medicina di comunità e specialistica per la promozione e lo sviluppo di nuove attività.

Partenariati pubblico-privati: collaborazione con enti del Terzo Settore per finanziare e gestire le infrastrutture sportive, superando il concetto dei bandi di concessione della durata di 5 anni, che risultano insufficienti per promuovere investimenti strutturali. Sarà fondamentale l’istituzione di accordi quadro pluriennali.

Sostegno alle Famiglie e voucher: Mantenimento e aumento delle risorse finanziarie legate ai contributi per incentivare e sostenere la pratica sportiva giovanile legati all’ISEE (nel 2022 pari a 54.000 € totali, ridotti a 40.000 € nel 2023).

Consulta dello Sport: Costituzione da parte dell’Amministrazione Comunale di una Consulta permanente dello sport, focalizzata su cooperazione, collaborazione e integrazione. Questo tavolo permanente dovrà aggregare l’amministrazione comunale, i soggetti dello sport cittadino e il mondo dell’associazionismo locale per promuovere la partecipazione attiva delle associazioni sportive locali nella definizione delle politiche sportive comunali. La Consulta avrà inoltre il compito di proporre progetti innovativi e monitorare l’efficacia delle politiche sportive, prevedendo incontri periodici (ad esempio trimestrali) e la creazione di un report annuale sulle attività svolte e gli obiettivi raggiunti.

Associazionismo e Volontariato

Riorganizzazione della Consulta del Volontariato: da associazione di secondo livello a tavolo permanente, gestito direttamente dall’amministrazione comunale. Questo tavolo garantirà una connessione continua tra l’amministrazione, le associazioni locali e le realtà di volontariato, con l’obiettivo di coordinare le attività, raccogliere proposte e risolvere le criticità per una gestione più efficiente delle risorse. L’intento è rendere il processo decisionale più fluido e garantire un supporto costante alle attività di volontariato a livello locale.

Il tavolo dovrà essere sinergico con il Centro Servizi per il Volontariato, per ottimizzare i servizi offerti e migliorare l’efficacia del supporto alle associazioni. La collaborazione consentirà di massimizzare l’utilizzo delle risorse esistenti, aumentare la visibilità delle associazioni e favorire la realizzazione di progetti che rispondano alle esigenze emergenti.

Infine, si lavorerà al rafforzamento della rete di supporto tra le associazioni locali e l’amministrazione comunale, attraverso azioni concrete di co-progettazione e la creazione di spazi di incontro permanenti per migliorare la collaborazione e la gestione delle risorse.

Sostegno a progetti innovativi di volontariato: Sostenere progetti innovativi di volontariato, con particolare attenzione alle aree più vulnerabili della popolazione. L’Amministrazione Comunale dovrà essere parte attiva nella creazione di nuove iniziative che possano nascere grazie all’interazione tra le diverse realtà territoriali, nate anche da percorsi di co-progettazione.

Incentivazione del volontariato giovanile e creazione di nuove opportunità: Creazione di opportunità per i giovani per entrare nel mondo del volontariato, promuovendo tirocini e programmi di volontariato giovanile, con l’obiettivo di formare una nuova generazione di cittadini attivi e consapevoli.

Sarà fondamentale potenziare le collaborazioni tra scuole, università e associazioni locali, integrando attività di volontariato nei percorsi scolastici e universitari, al fine di promuovere una cultura di cittadinanza attiva fin dalla giovanissima età. Questi programmi permetteranno ai giovani di acquisire competenze pratiche e sociali, arricchendo al contempo il tessuto sociale del nostro territorio.

Monitoraggio e valutazione periodica delle attività: Istituzione di un sistema di monitoraggio e valutazione delle attività promosse dal tavolo permanente. Questo sistema permetterà di monitorare costantemente l’efficacia degli interventi, garantendo che rispondano concretamente alle necessità della comunità e adattandosi alle trasformazioni e alle nuove sfide sociali. Il monitoraggio consentirà anche di migliorare i progetti in corso, promuovendo l’evoluzione delle politiche locali di volontariato.

Partecipazione

Sinergia tra Consigli Territoriali e Amministrazione: Dialogo diretto, costante e strutturato per la definizione delle priorità in base alle esigenze specifiche di ogni territorio. Non ci si limiterà agli interventi strutturali, come quelli legati ai lavori pubblici, ma si estenderà la visione a tutte le necessità del territorio a 360°. Ogni consiglio territoriale avrà il compito di evidenziare le problematiche locali e suggerire soluzioni concrete, non solo per gli interventi infrastrutturali, ma anche per le esigenze sociali, culturali, ambientali ed economiche, coinvolgendo direttamente i tecnici comunali nella progettazione e nell’attuazione delle azioni.

Promozione e creazione di tavoli tematici: Istituzione e promozione di tavoli tematici per favorire un dialogo costante e strutturato tra l’amministrazione comunale, le associazioni e i comitati di cittadini. Questi tavoli serviranno a raccogliere idee, proposte e soluzioni per migliorare il nostro territorio, con un focus particolare sulle necessità specifiche di ciascun ambito. La definizione delle tematiche e la partecipazione attiva della cittadinanza saranno al centro di questo processo (come ad esempio: Sport, Volontariato, Ambiente e Sostenibilità, Mobilità e Trasporti, …). Sarà necessario bilanciare l’ampiezza del territorio con le modalità di partecipazione, sviluppando soluzioni che possano coinvolgere sia le aree più urbanizzate sia quelle più periferiche, tenendo conto delle diverse esigenze e risorse di ciascun contesto.

Sicurezza

Anche sul tema della sicurezza, il Comune può applicare delle idee innovative e funzionali per il territorio finalizzate a recuperare delle situazioni di degrado e a migliorare i livelli di sicurezza in città.

Tali proposte dovranno poi essere concertate anche assieme alle forze dell’ordine e alle autorità di pubblica sicurezza del territorio allo scopo di mantenere sempre coordinate tutte le iniziative che vengono assunte dai vari soggetti pubblici.

In argomento sicurezza, non si può prescindere dal valutare di effettuare un investimento rilevante in strumentazione di alta tecnologia, dotata di intelligenza artificiale, utile ad individuare in tempo reale eventuali situazioni di emergenza e/o illeciti. Ci riferiamo naturalmente ai sistemi di videosorveglianza intelligenti che sono già una realtà consolidata in numerose città italiane e che consentono di monitorare a distanza delle aree problematiche, intervenendo prontamente qualora il sistema di IA segnali appunto una criticità. Gli stessi concetti vengono applicati anche alle telecamere di controllo stradale, le quali sono in grado di individuare in tempo reali i veicoli non in regola (es. assicurazione o revisione scaduta, veicolo rubato), in modo da consentire alle forze di polizia un pronto intervento mirato.

Quindi l’utilizzo della tecnologia e dell’illuminazione intelligente appaiono elementi fondamentali del nostro programma sul tema sicurezza.

Nei punti critici della città sarà necessario intervenire con decisione, sia mediante l’utilizzo degli strumenti tecnologici ma anche con iniziative di vario genere che siano in grado di contrastare il degrado e di prevenire episodi illeciti. Prendendo ad esempio la zona Speyer, si potrebbe valutare di creare un punto di polizia (all’interno di uno dei tanti negozi sfitti o in una struttura temporanea) con un presidio fisso, coperto degli organici dai vari corpi delle forze dell’ordine in alternanza fra loro o semplicemente riesumando la figura del poliziotto di quartiere.

In quel luogo sarebbe inoltre necessario attuare una recinzione come già fatto nei giardini pubblici, iniziativa che, in quest’ultimo luogo, fu decisiva al rilancio dell’area (da concordare con i residenti).

Sarebbe inoltre necessario aprire dei tavoli mirati su zone specifiche del Comune, afflitte da particolari episodi di criminalità e/o di degrado, al fine di aprire un dialogo diretto tra residenti ed istituzioni sino alla cessazione della situazione di pericolo o alla risoluzione delle problematiche più gravi.

Elemento fondamentale però, a contrasto del degrado, sarà la capacità di dare nuova vita ai luoghi lasciati a loro stessi, studiando iniziative, eventi e recuperi edilizi che portino i cittadini a riempire determinati vuoti, contribuendone al rilancio.